lunedì 14 ottobre 2013

Programma I Edizione "i 400 CORTI Film Fest"



A Palestrina, dal 15 al 20 Ottobre, si svolgerà la I edizione de "i 400 CORTI Film Fest".

Il programma della manifestazione sarà il seguente:

MARTEDÌ 15 OTTOBRE
  • Ore 18.00, presentazione e inaugurazione del Festival, presso i locali nuovi della Pro Loco di Palestrina, in S. Maria Degli Angeli, 2.
MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE
  • Ore 9.30, proiezione dei corti in concorso per la categoria "Ragazzi", presso il Teatro Cinema Principe.
GIOVEDÌ 17 OTTOBRE
  •  Ore 9.30, proiezione dei corti in concorso per la categoria "Ragazzi", presso il Teatro Cinema Principe.
  • Ore 21.00, presso il Teatro Cinema Principe, intervista ai protagonisti di "The Pills", i famosi Youtuber, con proiezioni dei loro sketch migliori.
VENERDÌ 18 OTTOBRE
  • Ore 15.30, proiezione dei corti in concorso per le catecorie "Ufficiale" e "Certaine Tendance", presso il Teatro Cinema Principe, con pausa rinfresco.
  • Ore 21.00, al Teatro Cinema Principe, proiezione del film "Across the Universe", con la mostra Charity Stars che porterà a Palestrina memorabilia e oggetti vari riguardanti The Beatles (unico evento a pagamento: € 5.00 a persona).
SABATO 19 OTTOBRE
  • Ore 15.30, proiezione dei corti in concorso per le catecorie "Ufficiale" e "Certaine Tendance", presso il Teatro Cinema Principe, con pausa rinfresco.
  •  Ore 21.00, presso il Teatro Cinema Principe, il CONCERTO DI STELVIO CIPRIANI.
DOMENICA 20 OTTOBRE
  • Ore 15.30, proiezione dei corti in concorso per le catecorie "Ufficiale" e "Certaine Tendance", presso il Teatro Cinema Principe, con pausa rinfresco.
  • Ore 21.00, Cinema Teatro Principe, serata finale con la premiazione dei corti vincitori e numerosi ospiti, tra cui la giuria di qualità.

sabato 30 marzo 2013

Amici 2013: grandi novità per il serale!


È appena iniziato il conto alla rovescia per la 12esima edizione del serale di "Amici di Maria De Filippi", che riparte su Canale 5 in prima serata.
Grande suspance per quasta nuova edizione del talent shaw più famoso di Italia. Molti cambiamenti rispetto agli anni passati. Differentemente dal passato, gli allivi della scuola non saranno semplicemente divisi nelle solite due squadre, ma saranno diretti e capitanati da due direttori artistici: Miguel Bosè per la squadra blu e Emma Marrone per quella bianca. Saranno loro a decidere chi si esibirà e su cosa.

sabato 12 gennaio 2013

"Teen Wolf": arrivano i lupi più sexy delle tv!


"Teen Wofl" è una serie televisiva statunitense del 2011, trasmessa su Mtv, di genere fantasy, creata e prodotta da Jeff Davis, fiancheggiato dal direttore australiano Russell Mulcahy. In Italia, la prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su Fox (canale Sky), dall'8 dicembre 2011 al 23 febbraio 2012. In chiaro, invece è stata trasmessa su MTV, dal 18 settembre al 23 ottobre 2012. La seconda stagione è attualmente in onda sul canale satellitare Fox (dal 13 dicembre 2012 al 17 gennaio 2013). In chiaro è ancora inedita.


giovedì 6 settembre 2012

I Film in gara 69esima Mostra Cinematografica Di Venezia

 
I film in concorso alla 69esima Mostra del Cinema di Venezia:

PAUL THOMAS ANDERSON - THE MASTER
Usa, 137''
con: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams

OLIVIER ASSAYAS - APRÈS MAI (SOMETHING IN THE AIR)
Francia, 122'
con: Clément Métayer, Lola Créton, Félix Armand

RAMIN BAHRANI - AT ANY PRICE
Usa, 105'
con: Dennis Quaid, Zac Efron, Kim Dickens, Heather Graham

MARCO BELLOCCHIO - BELLA ADDORMENTATA
Italia, 115'
con: Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Michele Riondino, Maya Sansa, Pier Giorgio Bellocchio

PETER BROSENS, JESSICA WOODWORTH - LA CINQUIÈME SAISON
Belgio, Paesi Bassi, Francia, 93'
con: Aurélia Poirier, Django Schrevens, Sam Louwyck, Gill Vancompernolle

RAMA BURSHTEIN - LEMALE ET HA’CHALAL (FILL THE VOID)
Israele, 90'
con: Hadas Yaron, Yiftach Klein, Irit Sheleg, Chaim Sharir

DANIELE CIPRÌ - È STATO IL FIGLIO
Italia, Francia, 90'
con: Toni Servillo, Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco

FRANCESCA COMENCINI - UN GIORNO SPECIALE
Italia, 89'
con: Filippo Scicchitano, Giulia Valentini

BRIAN DE PALMA - PASSION
Francia, Germania, 94'
con: Rachel McAdams, Noomi Rapace, Paul Anderson, Karoline Herfurth

XAVIER GIANNOLI - SUPERSTAR
Francia, Belgio, 112'
con: Kad Merad, Cecile De France

KI-DUK KIM - PIETA
Corea del Sud, 104'
con: Cho Min-soo, Lee Jung-jin

TAKESHI KITANO - OUTRAGE BEYOND
Giappone, 110'
con: Tomokazu Miura, Ryo Kase, Fumiyo Kohinata, Toshiyuki Nishida

HARMONY KORINE - SPRING BREAKERS
Usa, 92'
con: James Franco, Selena Gomez, Vanessa Hudgens, Ashley Benson, Heather Morris

TERRENCE MALICK - TO THE WONDER
Usa, 112'
con: Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel McAdams, Javier Bardem

BRILLANTE MENDOZA - SINAPUPUNAN (THY WOMB)
Filippine, 100'
con: Nora Aunor, Bembol Rocco

VALERIA SARMIENTO - LINHAS DE WELLINGTON
Portogallo, Francia, 151'
con: Nuno Lopes, Soraia Chaves, John Malkovich, Marisa Paredes, Melvil Poupaud, Mathieu Amalric

ULRICH SEIDL - PARADIES: GLAUBE (PARADISE: FAITH)
Austria, Francia, Germania, 113'
con: Maria Hofstätter, Nabil Saleh

KIRILL SEREBRENNIKOV - IZMENA (BETRAYAL)
Russia, 115'
con: Franziska Petri, Dejan Lilic, Albina Dzhanabaeva, Arturs Skrastins

lunedì 3 settembre 2012

Ginnaste - Vite Parallele


Ginnaste - Vite Parallele è un programma prodotto dalla FremantleMedia e trasmesso da MTV dal 2011. È un docu-reality sulla vita della ginnaste del Centro Tecnico Federale di Via Ovada a Milano, che ha ripreso in due stagioni la preparazione delle atlete dai Campionati Mondiali di Tokyo 2011 alle Olimpiadi di Londra 2012.


Carlotta Ferlito, Elisabetta Preziosa, Alessia Scantamburlo, Giulia Leni, Eleonora Rando, Jessica Mattoni e Sara Ricciardi sono le piccole protagoniste della prima stagione, insieme alla squadra maschile di ginnastica composta da Nicola Bartolini, Filippo Landini, Marco Sarrugerio e Ludovico Edalli.

domenica 12 agosto 2012

Vivienne Westwood al cinema!


È ufficiale, la vita dell'eccentrica stilista britannica approderà sul grande schermo. Il cinema non è estraneo a trasposizioni di questo tipo, infatti è già avvenuto per la stilista francese Coco Chanel. 

La Westwood, icona della moda e creatrice dello stile punk, risulta essere perfetta come soggetto cinematografico.


Il difficilissimo compito di interpretarla sembra sarà affidato all'attrice Kate Winslet, mentre tutti gli altri dettagli sul film sono ancora top secret. È certo però che il connubio tra moda e cinema riserverà non poche sorprese, che si possono fin da ora preannunciare spettacolari (se ne è già avuto un assaggio con l'incredibile vestito da sposa disegnato dalla Westwood per il personaggio di Carrie in Sex and the city - The Movie).


Fonti:
http://filmblog.girlpower.it/moda-al-cinema/vivienne-westwood-disegna-gli-albiti-di-sex-and-the-city/

http://www.modabonton.com/t432-un-film-sulla-vita-di-vivienne-westwood

giovedì 9 agosto 2012

Quale donna non ha pensato di uccidere il marito almeno una volta nella vita?...


Di fatti curiosi, si sa, l'America ce ne propone continuamente, ma questo nella sua assurdità riprende quello che è stato spesso un pensiero comune a molte mogli, ovvero far fuori il proprio marito.
Il problema, in questa specifica occasione, è stato che la moglie in questione ci abbia provato veramente. In Arizona, infatti, una donna di 47 anni ha veramente tentato di assoldare un sicario per far fuori lo sfortunato consorte. 

L'assurdità di tutta la vicenda sta nel fatto che la donna abbia confuso una pubblicità di armi (“Guns for Hire”, “Pistole in affitto”), su un quotidiano nazionale, con una vera agenzia di sicari. 


La donna ha insistentemente telefonato all'agenzia sopra citata, e dopo un'iniziale pensiero di beffa, l'operatore ha deciso di dare peso alla parole della signora, e ha contattato la polizia, la quale ha arrestato la donna, che successivamente è stata condannata a 4 anni e mezzo di reclusione.

Fonti:
http://notizie.delmondo.info/2012/08/08/scambia-agenzia-di-comparse-per-sicari-e-chiede-loro-di-ucciderle-il-marito/

mercoledì 6 giugno 2012

Il Punk: uno stile che va oltre...


"Punk" è un termine inglese dal significato "di scarsa qualità, da due soldi", sta ad indicare una subcultura di stampo giovanile, nata negli anni '70 nel Regno Unito e negli USA. Il termine deriva dalla musica Punk Rock, un genere di musica rumorosa, diretta, definita spesso "rozza", contenente al suo interno un'infinità di sottogeneri. I gruppi emblema di questa musica furono The Stooges, Ramones, Sex Pistols, Dead Boys, The Damned o Clash, Ramones, Misfits, Dead Boys, Johnny Thunders & the Heartbreakers.
Il Punk ha influenzato molti campi culturali, dalla musica alla letteratura, dalla moda all'arte.

L'abbigliamento Punk, ad esempio, modo di vestirsi tipico degli aderenti a questa subcultura, nasce come rifiuto di tutte le regole e dei canoni della moda stessa, anche se nei fatti si è poi diviso in svariati sottostili con peculiarità differenti.
Inizialmente, negli anni '70, l'abbigliamento era costituito da vestiti strappati, pantaloni laceri, Dr. Martens e catene al collo; inoltre era frequente l'utilizzo di piercing a orecchie, guance e sopracciglia.
Negli anni '80, con l'arrivo dell'hardcore punk, l'abbigliamento mutò. Gli esponenti di questa subcultura vestivano semplici magliette decorate con il nome di una band con la bomboletta spray. Tuttavia l'abbigliamento tipico rimase nel suo complesso simile a quello del decennio precedente, ossia jeans, maglietta o camicia di flanella, stivali e catene. Le donne invece scelsero uno stile quasi asessuato, composto da pantaloni neri, abiti stracciati e testa rasata, mentre alcune si vestivano con gonna, stivali, giubbotto da motociclista e berretto. Per quanto riguarda i capelli erano comuni sia gli spike sia la rasatura completa, e spesso e capelli erano colorati e sistemati autonomamente dai ragazzi della scena.
Gli anni '90 non presentarono modifiche sostanziali. Tuttavia negli anni '90 si sviluppò il movimento "grunge", influenzato dall'estetica e dalla musica punk. Il classico grunger vestiva camicie di flanella, Dr. Martens, portava i capelli lunghi e scarpe Converse o da skateboard.


Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Punk

giovedì 24 maggio 2012

Elie Saab, il genio della Haute Couture!


Elie Saab, stilista autodidatta libanese, divenuto famoso nel campo della Haute Couture (l'alta moda, ovvero gli abiti di lusso), è ritenuto un genio in questo settore.


Nel 1982, apre a Beirut in Libano (paese natale a cui lo stilista è particolarmente legato) il suo primo atelier dedicato all'alta moda (questo atelier si trova lì ancora oggi).   


Lo stilista crea delle vere e proprie opere d'arte. Nelle quali a risaltare agli occhi, oltre alla lavorazione minuziosa, è la mescolanza tra le culture occidentali e orientali, i materiali nobili (organza, raso, taffettà) e fluidi (seta, mussola, pizzo), i ricami e le pietre semi-preziose.

Conosciuto in tutto il mondo, lo stilista, con il passar del tempo, ha iniziato ad ampliare e sperimentare, creando anche collezioni di prêt-à-porter, di pelletteria e di accessori.
Il successo di Elie Saab è inarrestabile, ha aperto atelier in tutto il mondo, ed è, ad oggi, uno degli stilisti preferito dalle star di tutto il mondo, grazie soprattutto al suo raffinato gusto femminile e all'eccezionale eleganza delle sue creazioni.





Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Elie_Saab
http://it.ykone.com/stilisti/bio/elie-saab

domenica 20 maggio 2012

Amici 11: trionfa Alessandra Amoroso!

Si è conclusa ieri sera l'11esima edizione di "Amici", che ha messo in scena nell'arco di due mesi  un grande spettacolo, dimostrando di essere un programma consolidato che può tener testa a qualunque altro show e di essere all'altezza della aspettative anche nella sera più importante della settimana (il sabato).


 Non sono mancati ovviamente polemiche, in primis il taglio che questo anno è stato dato al talent show. Si sono infatti alternati due filoni in gara, quello degli allievi di questo anno e quello dei così detti "Big", ovvero gli allievi degli anni passati ormai divenuti artisti affermati del panorama musicale italiano. Così facendo però gli allievi di questo anno sono stati oscurati dagli altri, non avendo in oltre il tempo e le spazio per emergere egregiamente.


 Altre polemiche hanno interessato il programma, come ad esempio tutta la questione riguardante l'eliminazione di Valerio Scanu, ripescato e poi rieliminato nuovamente, che è sfociata al top della polemica in diretta durante un dibattito acceso tra lo stesso Scanu e Platinette. Ma tra le polemiche a farla da padrone è stato il triangolo amoroso tra Emma, Stefano De Martino e Belen Rodriguez. La love story ha spopolato tra i social network, le riviste e i programmi, incoronando Belen come strega cattiva e rovina famiglie.
Sul palco di "Amici" in questa edizione si sono alternati anche numerosi ospiti (spesso internazionali) tra cui Dustin Hoffman, Sharon Stone, Claudio Amendola, Geppi Cucciari, Alessia Marcuzzi, Simone Annichiarico, Sabrina Ferilli, Maurizio Costanzo, Paolo Bonolis, Alessandro Siani, Luca e Paolo, I soliti idioti, Enrico Brignano, Gabriel Garco e Luciana Littizzetto.
Alla fine sono stati proclamati vincitori (vittorie scontate e preannunciate) nella sezione del ballo degli allievi di questo anno Giuseppe Giofre, mentre nella sezione del canto l'ha sfangata Gerardo Pulli.


La finalissima dei "Big" ha visto scontrarsi le due regine indiscusse del programma Emma e Alessandra Amoroso, di cui quest'ultima è stata incoronata vincitrice. Uno scontro avvincente, giusto, che ha visto due grandi artiste nonché amiche vere duellare a colpi di musica, capaci di conquistare anche l'intera imponente Arena di Verona. Ulteriore colpo di scena sono state le due cantanti pugliesi a farlo, dichiarando, prima della proclamazione della vincitrice, la decisione di dividersi il premio in palio, ovvero il concerto gratuito all'Arena.
Nella giornata di ieri sono stati assegnati anche i premi della critica a Carlo Alberto Di Micco per gli allievi di quest'anno e ad Annalisa Scarrone per i "Big".

giovedì 5 aprile 2012

"I Cento Passi": Lotta alla Mafia!

I cento passi è un film del 2000 diretto da Marco Tullio Giordana dedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, impegnato nella lotta alla mafia nella sua terra, la Sicilia.

Peppino Impastato muore nel 1978, nel giorno del delitto Moro. Oscurati dalla tragedia nazionale in atto in quei giorni, la sua storia e la sua tragica fine resteranno ignoti alla massa per più di vent'anni, sino all'uscita del film.
Questo di Giordana, con la scena finale dei pugni alzati nel saluto comunista e le bandiere rosse sventolanti, potrebbe sembrare un film di propaganda. In realtà è un film di impegno civile (che non si vergogna di citare il Rosi di Le mani sulla città) che si assume il compito di ricordarci che la lotta a quel complesso fenomeno che passa sotto il nome di mafia non appartiene a una “parte”.
Elemento essenziale del successo del film è l'interpretazione di una squadra di attori di sorprendente bravura guidati senza sbavature da Giordana, tra cui si distingue quella di Luigi Lo Cascio, alla sua prima prova e già premiato con un David di Donatello.
Anche per il regista Marco Tullio Giordana questo film rappresenta una sorta di consacrazione che gli permetterà di continuare quel percorso a lui caro, di rivisitazione della vita del Paese negli "anni bui", attraverso le esperienze di personaggi storici o di fantasia (si pensi a La meglio gioventù del 2003), nel solco tracciato, tra gli altri, da Francesco Rosi, Elio Petri e Ettore Scola.
Il regista evita ogni retorica concentrandosi giustamente sulla dimensione famigliare.
Tipiche di questa sua narrazione sono le citazioni musicali o il richiamo ad avvenimenti che avendo segnato la loro epoca (il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro in questo caso) ci fanno immergere pienamente nell'atmosfera e vivere o rivivere i sentimenti o le angosce di quegli anni. Si possono tuttavia riscontrare degli anacronismi tecnici.
Una delle scene più emblematiche della pellicola è quella in cui vediamo il protagonista Peppino trascinare il fratello minore davanti la casa del Boss Tano, e dicendo quello che pensa e come si sente, ad un certo punto, urlare la frase che racchiude in sé il significato dell'intero film: «Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!». La scena si interrompe bruscamente, uno stacco netto del montaggio ci mostra il finale del film di Rosi Le mani sulla città, sulla scritta finale: «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce». Poi vediamo Peppino (in uno degli incontri di “Musica e Cultura”) che vuole sottolineare proprio l'affinità tra il film e la realtà che stanno vivendo, ma viene ripetutamente interrotto e non riesce nel suo intento. La frase è tutt'altro che casuale, il suo riferimento al film e alla sua storia è volutamente esplicito. E il fatto che il protagonista voglia sottolinearlo è un ulteriore rafforzativo, mentre il suo non riuscirci (a causa degli amici che vogliono a tutti i costi sentire la musica) rappresenta l'avversità del mondo contro gli ideali, i sogni, le ambizioni di Peppino, il suo modo di vedere il mondo, quel mondo incarnato dalla città che lui stesso successivamente chiamerà “Mafiopoli”. Un modo di vedere il mondo che lo porterà ad essere addirittura esiliato dal padre, costretto a vivere in un garage dove si “nutre” di libri e solo la madre lo va a trovare. La madre di Peppino è una delle figure più classiche e allo stesso tempo più insolite di tutto il film: da una parte rappresenta la classica madre che perdona sempre il figlio, che lo capisce in ogni circostanza, e lo sostiene qualsiasi cosa faccia; dall'altra è l'unica che infrange senza problemi le direttive della mafia, come se non corresse o non potesse correre mai nessun pericolo, come se fosse al di sopra delle regole, che infrange con assoluta disinvoltura e inconsapevolmente (quasi come se non se ne accorgesse). Una disinvoltura che le viene trasmessa dalla grande forza materna che la contraddistingue.
La scena finale del funerale del protagonista, a metà tra un classico funerale e una manifestazione politica, simboleggia totalmente i tratti caratteristici del protagonista. Il regista vuole trasmettere il messaggio della provocazione di Peppino: capace di provocare e fare scandalo anche dopo essersene andato.

Trasposizione su pellicola
Già nel ’78 la storia di Peppino aveva ispirato due efficaci servizi televisivi di Michele Mangiafico e di Giuseppe Marrazzo.
L’idea di fare un film sulla vicenda viene, nel 79 al regista Gillo Pontecorvo. Egli arriva a Cinisi per un’indagine preliminare, si informa se nella vita di Peppino c’era qualche ragazza, chiede per quale motivo la gente avrebbe dovuto dare ascolto a Peppino e al suo messaggio, sparisce senza dare più notizie.
Nel 1993 Claudio Fava e il regista Marco Risi preparano, per Canale 5, un servizio su Peppino, il primo di una serie intitolata “Cinque delitti imperfetti”, quelli di Impastato, Boris Giuliano, Giuseppe Insalaco, Mauro Ristagno e Giovanni Falcone.
Nel 1995 ci prova il regista Antonio Garella, che prepara un video, poi inspiegabilmente non più trasmesso, per la trasmissione televisiva “Mixer”. C’è anche qualche “Piovra” televisiva che si ispira al caso di un giovane impegnato contro la mafia, che lavora in una radio libera.
Nel 1998 è la volta del giovane regista Antonio Bellia con un video di 32 minuti dal titolo “Peppino Impastato: storia di un siciliano libero”, distribuito da “Il Manifesto”.
Contemporaneamente Claudio Fava e la sua compagna Monica Capelli cominciano a lavorare su una sceneggiatura, mi richiedono una copia delle registrazioni di Radio Aut, concorrono al Premio Solinas, che vincono, e con il quale si ottengono una parte dei fondi per finanziare il film. Il lavoro di regia viene affidato a Marco Tullio Giordana, già autore di alcuni films d’impegno, come “Maledetti vi amerò” (1980) e “Pasolini, un delitto italiano” (1995), autore anche di un romanzo edito nel 1990 “Vita segreta del signore delle macchine”: come scritto in un settimanale, si ritrova nella sua opera “l’ossessivo filo conduttore del confronto con la memoria”.
Giordana, con molto scrupolo professionale, individua i luoghi, ascolta le testimonianze, recepisce i suggerimenti di modifica di alcune parti di sceneggiatura, assume gli attori, in gran parte locali e, comunque siciliani: tra di essi Luigi Lo Cascio, un attore di teatro alla sua prima esperienza, che recita la parte di Peppino,, cui somiglia in modo impressionante, Lucia Sardo, ottima interpetre della madre di Peppino, Gigi Burruano, il padre di Peppino, che conferisce al suo personaggio una drammatica e toccante umanità, Tony Sperandeo, ormai specializzato nella parte del mafioso e, in questo caso di Tano Badalamenti, Claudio Gioè, interamente dentro la parte di Salvo Vitale. Il film crea scalpore ed entusiasmo a Cinisi, coinvolge l’intero paese e riesce ad ottenere molti più risultati di quanti non se ne erano conseguiti in vent’anni di lavoro politico.
Dopo alcuni mesi di intenso impegno, grazie anche al sostegno del giovane produttore Fabrizio Mosca, Giordana riesce a concludere il lavoro e partecipa, il 31 agosto, al Festival di Venezia: l’effetto è subito sconvolgente: dodici minuti di applausi, entusiasmi, premio per la migliore sceneggiatura, leoncino d’oro a Lorenzo Randazzo, che interpreta la parte di Pappini bambino.
Man mano che esce nelle sale cinematografiche, il film continua a raccogliere consensi, a suscitare emozioni e si conclude costantemente con applausi spontanei e forti momenti di commozione: il regista ha saputo creare un prodotto equilibrato in ogni sua parte, calato quasi totalmente nel fatto reale e che ruota in una serie di tematiche ancora presenti nella memoria, dalla splendida utopia del ’68 alla forza delle idee della sinistra extra-parlamentare, alla dinamica dei conflitti familiari nel triangolo padre-madre-fratello, all’intuizione dell’uso politico dello strumento radiofonico, all’entusiasmo giovanile dei compagni di lotta, alla creatività degli hyppies e dei movimenti del ’77, alla crudeltà di un sistema che non esita a ricorrere alla morte nei confronti di chi lo smaschera e ne denuncia i misfatti. Le scuole di tutta Italia, le università, le associazioni culturali scoprono Peppino Impastato e proiettano il film aprendo dibattiti su questa pagina di storia e di vita.
Il film è scelto anche per rappresentare l’Italia all’Oscar, come miglior film straniero, ma non avrà la fortuna di concorrere alla fase finale del premio per le stesse ragioni a suo tempo avanzate per “Il Postino”: è un film “comunista”, o quantomeno un film in cui il comunismo è considerato una “positiva” scelta di vita: per gli americani è meglio lasciar perdere. In compenso, nell’aprile del 2001 il film vince cinque David di Donatello, tra i quali quello per la scuola e quello per io miglior attore protagonista, Luigi Lo Cascio.

Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/I_cento_passi

http://www.peppinoimpastato.com/i_cento_passi_film.htm

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=29253

giovedì 22 marzo 2012

Romanzo Criminale: il capolavoro di Placido!


«A metà degli anni settanta una banda di delinquenti di strada partì dalle periferie per conquistare Roma. Per inseguire il loro sogno ingenuo e terribile travolsero ogni ostacolo. Strinsero alleanze pericolose. Si credevano immortali. La nostra storia è ispirata a fatti reali. I personaggi sono frutto dell'immaginazione degli autori».

Un film all'americana, tra ricostruzione e impegno civile: l'opera più compiuta di Michele Placido. Mantenendo un profilo costante, il film, del 2005, scorre senza problemi, senza far pesare allo spettatore le sue due ore e ventisei minuti. Il ritmo è serrato, e non concede alcuna distrazione allo spettatore. È come un vortice che risucchia lo spettatore senza lasciargli il tempo di respirare o di scendere dalla vorticosa giostra di crimini e misfatti che il regista Placido (con il sostegno degli sceneggiatori) ha abilmente costruito.
I personaggi risultano credibilissimi, merito soprattutto degli interpreti, perfetti per quei ruoli.
Placido gira un film buio e oscuro: non solo a causa delle tematiche trattate, ma anche per via del registro stilistico che va ad utilizzare, ottimo rafforzativo per il contenuto del film.
Il film è diviso in tre capitoli, ognuno dei quali prende il nome del protagonista che andrà ad indagare. In ordine di apparizione sono: Il Libano, Il Freddo, Il Dandi.
Fin dal prologo si può intuire che genere di film sarà e che brutta fine faranno i protagonisti. Si assiste infatti ad un furto di auto da parte di quattro giovani ragazzi, del successivo sfondamento di un posto di blocco della polizia, al raggiungimento del covo, al malessere di uno di loro (Il Grana) dovuto all'incidente, fino all'arrivo della polizia e alla successiva fuga. Sarà proprio la morte in quel frangente del Grana ad avere una valenza premunitrice dell'intero film, come poi verso la fine della storia dirà Il Freddo in veste confessionale, ormai sconfitto nel corpo e nell'anima, rimpiangendo solo per un istante la vita fatta.
Nella scena della discoteca (appena acquistata da Libano), assistiamo ad una alternanza di sequenze in netta contrapposizione tra di loro, che ci vanno a mostrare le due facce della stessa medaglia. Da una parte le sequenze della festa dell'inaugurazione, dove tutti sono felici, ballano e brindano, con sottofondo la canzone “Lady marmalade”; dall'altra quelle riprese dai telegiornali dell'epoca (un'insieme di immagini di cadaveri, cortei, funerali), che mostrano i risultati di quella che fu una vera e propria guerra tra la malavita romana in quel periodo (guerra preannunciata dagli stessi protagonisti all'inizio del film).
Questa sopra citata però, non è l'unica scena in cui il regista sceglie di inserire immagini che riprendono fatti importanti della storia del nostro paese, scene estrapolandole dai Tg del periodo (che vanno dall'omicidio di Aldo Moro alla strage di Bologna del 2 Agosto 1980, fino alla vittoria dei mondiali di calcio nel 1982) proprio allo scopo di dare una maggiore valenza veridicità alla pellicola, in modo che si imprima indelebilmente nella mente dello spettatore.
La scena della morte del Nero, verso la fine del film, è estremamente significativa. Avviene quando quasi tutta la banda è in galera, e sottolinea il cambiamento definitivo dello status della situazione. Cambiamento sottolineato dall'irrompere prepotentemente nello schermo della voce di Pavarotti con la canzone “Nessun dorma”, proprio ha dare una valenza di rafforzativo del fatto che ormai più nessuno è al sicuro né potrà più esserlo, ma soprattutto che la quiete di un tempo non tornerà, è persa per sempre. Il Nero è il personaggio più criptico dell'intero film: è sfuggevole e sempre indisparte, quasi intoccabile (forse perché è l'unico proveniente da una famiglia ricca). Muore in una sparatoria durante una “missione”, e cadendo, dopo essere stato colpito, sfonda una vetrina. Il personaggio si ritrova ad esalare i suoi ultimi respiri affianco ad un manichino sorridente, e guardandolo negli occhi, scrutando il suo finto sorriso, ha quasi la sensazione che quell'omunculo di plastica si stia facendo beffe della sua morte. Questa scena simboleggia la presa di posizione del regista di fronte a fatti di questo tipo, ovvero quanto sia stupido gettare via la vita per motivazioni così futili, e che fine tragica ma allo stesso tempo ironica fanno le persone che scelgono simili strade.
Il film presenta un doppio finale: da una parte quello della realtà, dove è avvenuto anche l'ultimo regolamento di conti e sono tutti morti; mentre dall'altra quello dell'immaginario del regista che vede i quattro ragazzi, apparsi all'inizio della pellicola, finalmente riuniti che riescono a scappare dalle grinfie della polizia correndo felici per la spiaggia. Finale quest'ultimo idilliaco, che ci mostra allo stesso tempo un universo alternativo (un diverso modo di come sarebbero potute andare le cose) e la riunione dei quattro amici nell'aldilà.

Fonti:


giovedì 8 marzo 2012

Vivienne Westwood: icona e creatrice dello stile Punk!



Nata a Tintwistle (piccolo villaggio del Derbyshire in Inghilterra) l'8 Aprile 1941, dopo il primo matrimonio e un figlio con Derek Westwood, iniziò una relazione con Malcolm McLaren, destinato a diventare il manager dei Sex Pistols.
La Westwood e McLaren, nel 1971, aprirono il loro primo negozio: "Let it Rock" al 430 di King's Road, Londra. Il negozio prese diversi nomi nel corso degli anni, seguendo l'evoluzione stilistica di Vivienne, giungendo al nome che porta ancora oggi, "World's End", conosciuto per la celebre insegna con l'orologio che gira al contrario.




Negli anni '70 Vivienne Weswtood contribuì a creare lo stile punk, con creazioni stravaganti e provocatorie. La prima sfilata di Westwood a Londra è del marzo 1981, con la collezione Pirate.
La sua ricerca, prendendo vari spunti dalla storia del costume del XVII e XVIII secolo, ha esplorato tutte le epoche: Vivienne Westwood è stata la prima stilista contemporanea a riproporre con determinazione, modernizzandoli, il corsetto e il faux-cul (elementi di sartoria che sembravano ormai sepolti in un tempo lontano).
La sua ispirazione trae inoltre forza da varie influenze che le derivano dall'amore per la storia, la pittura e l'impegno sociale e politico.

Fonti:

http://www.luukmagazine.com/it/2012/03/03/vivienne-westwood-2/

http://it.wikipedia.org/wiki/Vivienne_Westwood

venerdì 2 marzo 2012

Scompare uno dei più grandi cantautori italiani: addio Lucio Dalla!


Il primo Marzo è scomparso uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi Lucio Dalla, a causa di un arresto cardiaco. Dalla si trovava a Montreux, dove la sera prima si era svolto il suo concerto, come da programma, una delle tappe della sua ultima tournée, che nei mesi a venire avrebbe toccato Basilea, Berna, Ginevra, Lugano, Parigi, Dusseldorf, Amburgo, Brema, Francoforte, Lussemburgo, Stoccarda e Monaco, fino alla tappa conclusiva di Berlino. 
Oggi, 2 Marzo, il feretro di Lucio Dalla è arrivato a Bologna. I funerali si svolgeranno nella sua città domenica 4 Marzo, giorno in cui il cantautore avrebbe compiuto 69 anni.
Inutile citare gli innumerevoli messaggi di cordoglio da parte del mondo della musica e dello spettacolo. Persino il presidente Napolitano ha espresso tutto il suo dispiacere, descrivendo Dalla come “un autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo".


Fonti:
http://www.rai.it/dl/tg3/articoli/ContentItem-7ffaec9d-300f-4ae6-8970-6060725b9ccb.html

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/03/01/news/e_morto_lucio_dalla-30754449/?ref=gad

lunedì 27 febbraio 2012

Vajont - La Diga Del Disonore


Regia: Renzo Martinelli; Soggetto: Pietro Calderoni, Renzo Martinelli; Sceneggiatura: Pietro Calderoni, Renzo Martinelli; Produttore: Roberto Andreucci, Norbert Chalon, André Farwagi, Giuseppe Giglietti, François Marquis, Renzo Martinelli; Fotografia: Blasco Giurato; Montaggio: Massimo Quaglia; Effetti speciali: Paolo Consorti, Ivan Pietro Parillo; Musiche: Francesco Sartori; Paese: Italia, Francia; Anno: 2001; Durata: 116 min; Colore: B/N e colore; Audio: sonoro; Genere: drammatico; Tipologia: lungometraggio; Distributore: 01 Distribution; Ufficio Stampa: Studio PUNTOeVIRGOLA / 01 Ufficio Stampa;Vendite Estere: Blue Star Movies;

Interpreti e personaggi:

- Michel Serrault: Carlo Semenza
- Daniel Auteuil: Alberico Biadene
- Laura Morante: Tina Merlin
- Jorge Perugorría: Geom. Olmo Montaner
- Mauro Corona: Pietro Corona
- Anita Caprioli: Ancilla Teza
- Leo Gullotta: Mario Pancini
- Philippe Leroy: Giorgio Dal Piaz
- Jean-Christophe Brétigniere: Edoardo Semenza
- Nicola Di Pinto: Francesco Penta
- Claudio Giombi: Celeste Martinelli
- Roberto Andreucci: Aldo Merlin
- Federica Martinelli: Margherita
- Eleonora Martinelli: Giannina
- Maurizio Trombini: Ing. Desidera
- Bruno Bilotta: Remo
- Paco Reconti: Bertolissi
- Antonio Fabbri: Prof. Augusto Ghetti
 

È il primo film catastrofico italiano, o più precisamente europeo. Un film ibrido che si dibatte tra denuncia e spettacolo, cronaca, storia e romanzo, senza il coraggio di una scelta stilistica coerente. Scelta che invece fa il regista Renzo Martinelli nel delineare una netta distinzione tra i buoni (gli abitanti del posto, vittime ignare della preannunciata catastrofe, e la giornalista Tina Merlin, paladina della giustizia pronta a battersi in difesa dei più deboli) e i cattivi (i membri della SADE che, per la fama ed il proprio tornaconto, sono pronti a qualsiasi cosa). Solo verso il finale si assisterà ad una scena di pentimento da parte di Alberico Biadene e Mario Pancini (due dei membri della SADE), che incontratisi casualmente in una chiesa, entrambi in preda alla angoscia per quello che potrebbe succedere a causa della loro sconsideratezza, si confidano le proprie paure e riflettono sul da farsi. La scelta da parte del regista di far incontrare i due in una chiesa ovviamente non è casuale. Quasi ad indicare che in fondo anche i carnefici hanno un cuore, ma molto piccolo, visto che il loro rimorso scaturisce fondamentalmente dall'angoscia dell'essere scoperti e dal conseguente prezzo da pagare.
Fin dall'inizio del film si avverte nell'aria il tragico finale. La scena della morte accidentale di uno degli operai che, a causa dello scoppio di una tubatura, cade dalla diga, ne è un esempio.
La musica accompagna fedelmente la pellicola, con una netta distinzione tra la musica angosciante preannunciatrice della tragedia e quella tranquilla di sottofondo alla vita quotidiana del posto.
Il personaggio della Merlin (interpretato dalla Morante) è poco fedele all'originale: estremamente agguerrito nel film, meno nella realtà.
La Merlin della Morante risulta essere molto funzionale al film, in quanto il regista la fa diventare portatrice di una scomoda verità e paladina della giustizia, pronta a difendere gli oppressi contadini anche a costo della sua carriera. Significativa a riguardo è la scena del processo a Roma alla giornalista, dove i contadini da lei difesi nei suoi articoli incriminati, accorrono a difenderla testimoniando a suo favore e portando il processo alla totale assoluzione della Merlin, con un finale pieno di abbracci tra la giornalista e i contadini, e l'esultanza e la gioia di tutti.
Il film procede lentamente, tra discussioni politiche e tecniche, e gli svariati siparietti dalla vita ordinaria degli abitanti del posto. Martinelli sceglie appositamente di mostrare scene di vita quotidiana del posto per dare un senso di umanità alla storia, rendendo il tutto meno documentaristico senza però distogliere troppo lo sguardo dal filone principale che è la diga e i suoi pericoli. Ci sono il nonno testardo continuamente in pensiero per la spericolata nipotina, che danno un tono divertente al film. E poi i due fidanzatini Olmo e Ancilla, di cui assistiamo per intero alla loro storia d'amore, accompagnata da una musica che ricorda molto la colonna sonora del Titanic. Ci vengono mostrate scene che vanno dal primo incontro al matrimonio, dai primi momenti della loro vita coniugale alla notizia di un primogenito in arrivo, fino alla tragica morte di lei e al successivo pianto disperato di lui. La scena della morte di Ancilla è quella che meglio sottolinea ciò che il regista vuole delineare fin dal principio: quanto la natura può essere terrificante, se non addirittura vendicativa. Ancilla si trova seduta per terra aggrappata ad un portone, appoggiata ad un muro. È terrorizzata, in preda al panico e in un mare di lacrime, sa di non avere via di fuga. La macchina da presa non ci mostra l'onda di fango che sta per travolgerla, è fissa su Ancilla, dando quasi l'impressione di vedere l'onda riflessa nel suo sguardo terrorizzato. La ragazza è ripresa dall'alto verso il basso, per dare maggiormente l'impressione della grandezza dell'onda, quasi si volesse paragonare l'onda ad un'entità divina. Il tipo di inquadratura scelta in questa scena è in netto contrasto con la scelta stilistica del film. Infatti per tutto la pellicola i personaggi vengono ripresi dal basso verso l'alto con il grandangolo quasi sempre inclinato, per imprimere maggiormente un senso di liricità al film.
Subito dopo la catastrofe, Martinelli ci mostra una quiete sorda, rotta dal pianto disperato del personaggio di Olmo, in ginocchio in un mare di fango e detriti alla ricerca del corpo di Ancilla. Al lato in piedi senza più parole Tine Merlin, che osserva, non solo la sua sconfitta, ma soprattutto quella del genere umano davanti alla potenza devastatrice vendicativa della natura. La scena è anch'essa ripresa dall'alto, lo spettatore ha la sensazione di essere accecato dalla luce e di non essere in grado di vedere bene, come se tutto fosse un po' privo di colori. Questa aura d'oro accecante imprimesse alla scena un sapore epico. Martinelli sembra aver volutamente posizionato la macchina da presa in direzione della luce, proprio per voler evitare di vedere i risultati della catastrofe, dell'arroganza e della sconsideratezza umana, per mostrare quanto tutti erano stati accecati dal dio denaro e avevano perso di vista ciò che era veramente importante, ovvero la vita umana.
È il film italiano nel quale si usa più frequentemente la tecnica degli effetti artificiali. Infatti tutte le scene della catastrofe, del crollo di parti della montagna e della diga, ma soprattutto le scene in cui ci viene mostrata la montagna che si muove, sono effettuate grazie ad effetti speciali.
Per riprodurre la diga sono state create delle sezioni a grandezza naturale poste su un binario di 140 metri di lunghezza a forma ad arco, per riprodurre tutta la diga in tutta la lunghezza.
Inoltre è il film più costoso mai girato in Italia (record fino a quel momento detenuto dal film Nirvana di Gabriele Salvatores), girato con 17 miliardi di lire.


Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vajont_-_La_diga_del_disonore

mercoledì 22 febbraio 2012

La 62° edizione del Festival di Berlino



Dal 9 al 19 Febbraio si è tenuta la 62° edizione del Festival di Berlino, che ha assegnato l'Orso d'Oro ad un film italiano: "Cesare deve morire" di Paolo Taviani e Vittorio Taviani.

I film in concorso erano:
"Aujourd'hui" di Alain Gomis (Francia / Senegal);
"Barbara" di Christian Petzold (Germania);
"Captive" di Brillante Mendoza (Francia / Filippine / Germania / Gran Bretagna);
"Cesare deve morire" di Paolo Taviani e Vittorio Taviani (Italia);
"Dictado" di Antonio Chavarrías (Spagna);
"En Kongelig Affære" di Nikolaj Arcel (Danimarca / Svezia / Repubblica Ceca / Germania);
"Farewell, My Queen" di Benoît Jacquot (Francia);
(Film d'apertura)
"Home for the Weekend" di Hans-Christian Schmid (Germania);
"Jayne Mansfield's Car" di Billy Bob Thornton (USA);
"Just the Wind" di Benedek Fliegauf (Ungheria / Germania / Francia);
"L'enfant d'en haut" di Ursula Meier (Francia / Svizzera);
"Mercy" di Matthias Glasner (Norvegia / Germania);
"Metéora" di Spiros Stathoulopoulos (Grecia);
"Postcards From The Zoo" di Edwin (Indonesia);
"Rebelle" di Kim Nguyen (Canada);
"Tabu" di Miguel Gomes (Portogallo);
"White Deer Plain" di Wang Quanan (Cina);
"À moi seule" di Frédéric Videau (Francia).

Meryl Streep si è aggiudicata l'Orso d'Oro alla Carriera, mentre Benedek Fliegauf per "Just the Wind" ha vinto il Gran Premio della Giuria.
Altri premi sono stati vinti da:
"Barbara" premio come Miglior Regia;
"En Kongelig Affære" come Miglior Sceneggiatura;
"Rebelle" per la Miglior Intepretazione Femminile;
"Tabu" Premio Alfred Bauer;
"White Deer Plain" premio per il contributo artistico;
"Keep the Lights On" il Teddy Award (dedicato ai film a tematica LGBT);
"Diaz Non Lavate Questo Sangue!" Premio del Pubblico.

Fonti:

http://www.movieplayer.it/eventi/news/berlino-2012-ai-taviani-l-orso-d-oro_19734/

http://www.movieplayer.it/eventi/festival-internazionale-del-cinema-di-berlino_5/2012/

http://www.cinema10.it/festival-berlino-2012-premio-del-pubblico-a-diaz-non-lavate-questo-sangue-28413.html

lunedì 20 febbraio 2012

Festival di Sanremo 2012: i vincitori!




È tempo di bilanci per la 62° edizione del festival della canzone italiana. Tra polemiche e storie di ogni tipo, il Festival è giunto a conclusione sabato 18 Febbraio incoronando come vincitrice Emma con il brano “Non è l'inferno”. L'argento e il bronzo sono andati ad Arisa con “La notte” e Noemi con “Sono solo parole”. Il premio della Critica Mia Martini se lo è aggiudicato Samuele Bersani con la sua canzone “Un pallone”.
Nella categoria giovani il trionfatore è stato Alessandro Casillo con il brano “È vero (che ci sei)”. Mentre il premio della Sala Stampa Radio e Tv per la categoria Giovani e quello Mia Martini della Critica per la categoria Giovani sono andati entrambi alla canzone Nella vasca da bagno del tempo” di Erica Mou.
Altri premi assegnati sono stati quello a Nina Zilli, selezionata per partecipare all'Eurovision Song Contest, e il premio Viva l'Italia nel mondo (“The World Became the World”) a i Marlene Kuntz e Patti Smith.



Fonti:




venerdì 17 febbraio 2012

Il Festival di Sanremo all'insegna del rock: la ChitarraOrciani



In occasione del Festival di Sanremo, Claudio Orciani, fondatore dell'omonimo marchio (uno dei più trasgressivi nel campo della pelletteria haut de gamme), ha creato una chitarra in pelle, vera e propria opera d'arte che verrà esposta, durante tutta la durata del Festival dei Fiori, nella boutique Spinnaker, una delle più prestigiose della città ligure. 
L'idea della chitarra nasce dall'emblema che questa rappresenta: strumento simbolo per eccellenza della rivoluzione musicale nei confronti della società.
L'opera di Orciani racchiude in se innovazione, arte e ricerca, in un modo assolutamente originale e allo stesso tempo provocatorio.



Fonti:

http://www.vanityfair.it/starstyle/style-news/2012/02/15/orciani_omaggio_rock_a_sanremo#?refresh=ce
 

http://www.vanityfair.it/starstyle/style-news/2012/02/15/orciani_omaggio_rock_a_sanremo#?refresh=ce

lunedì 13 febbraio 2012

La scomparsa della regina della Black Music Whitney Houston!


Due giorni fa, precisamente l'11 Febbraio 2012, si è spenta la regina della musica soul e del rythm'n'blues Whitney Houston. La cantante, l'ultima autentica diva della black music, è stata ritrovata senza vita nella vasca da bagno in una camera al quarto piano dell'Hilton di Beverly Hills. La Houston si trovava a Los Angeles per i Grammy Awards, dove si sarebbe dovuta esibire il 13 Febbraio 2012. Si ipotizza che la star si sia addormentata nella vasca da bagno in seguito ad una massiccia assunzione di farmaci ed alcol (di cui era dipendente da molti anni). Però solo l'autopsia svelerà con precisione le cause del decesso.
Whitney Houston è stata una cantante e attrice statunitense di grandissimo successo, con una carriera straordinaria soprattutto nel campo della musica. La sua carriera, iniziata negli anni ottanta, le diede molte soddisfazioni, e aprì i mercati internazionali alle cantanti di colore. È una delle donne di maggior successo discografico, ha battuto record come quelli incredibili di Diana Ross & The Supremes e dei Beatles. Ha venduto solo negli USA circa 55 milioni di dischi. Ha vinto numerosi premi musicali, tra cui 6 Grammy Awards e 22 American Music Awards.

Fonti: